Emma Crimi

2Parole sulla fotografia. Intervista alla fotografa Emma Crimi


La fotografia è un mezzo di espressione potente. Usata adeguatamente è di grande utilità per il miglioramento e la comprensione. Usata male ha causato e causerà molti guai… Il fotografo ha la responsabilità del suo lavoro e degli effetti che ne derivano… La fotografia per me non è semplicemente un’occupazione. Portando la macchina fotografica io porto una fiaccola…

(W. Eugene Smith)

Ciao Emma, grazie mille innanzitutto per la tua disponibilità e per la tua pazienza. Partiamo dalla prima frase dell’aforisma: La fotografia è un mezzo di espressione potente. Cos’è per te la fotografia?

Grazie a voi per aver pensato a me.
Ti dico subito che per me la fotografia è un mezzo, un pretesto per raccontare ciò che ho intenzione di dire, e nella quale le persone che la osservano possono ritrovarsi, rispecchiarsi.

Il fotografo ha la responsabilità del suo lavoro e degli effetti che ne derivano. Quali sono secondo te le responsabilità di un fotografo oggigiorno?

Dipende da che tipo di fotografo si vuole diventare. Per me è importante poter dire una verità oggettiva, non falsata con la fotografia (a meno che non si tratti di un lavoro puramente artistico e creativo), senza che però questa ledi l’intimità e la dignità degli altri.

Emma Crimi
Emma Crimi

Facebook, Instagram, gli smartphone dotati di tecnologie avanzate hanno cambiato totalmente la fotografia e il modo di approcciarsi ad essa. Come vivi tu questo nuovo aspetto della fotografia?

Credo molto nella libertà di espressione di tutti. Penso che, alla base, ognuno di noi è nato creativo. Penso anche però che esista l’artista fotografo – il quale riesce ad immedesimarsi e leggere lo stato d’animo e le emozioni prima degli altri – il maestro, il genio, e poi, in ultimo ma non per importanza, il fotografo puramente detto tecnico della fotografia.

Posso far uscire da uno smartphone una fotografia artistica di tutto rispetto simile a quella che potrei creare con una fotocamera. Ciò che distingue ovviamente un amatore o un artista della fotografia da un fotografo vero e proprio e solo la conoscenza, la gestione e l’uso sapiente dei mezzi tecnici fotografici che ti aiutano ad ottenere l’effetto desiderato creando ciò che è nella tua mente.

Uno degli aspetti più romantici della fotografia è il rapporto con la stampa, il vedere il proprio lavoro su supporto cartaceo, che sia una foto singola o un album. Qual’è il tuo rapporto con questo processo? Ma cosa importante, se non fosse per i tuoi clienti, quanto stamperesti?

Lavorando propriamente con la fotografia come linguaggio d’arte, mi ritrovo spesso a stampare delle mie foto. Tutto il processo che va dal pensare una fotografia fino al trasferirla su un sensore o sui sali d’argento di una pellicola – creandola con il mezzo che ho a disposizione, attraverso il quale osservo e scelgo quale porzione di realtà riprendere -fa parte del processo di anteprima di stampa.

L’emozione e l’ansia che si provano nel veder nascere e crescere una propria creatura, visualizzandola sul desktop di un PC oppure dal nulla magicamente sulla carta immersa nel bagno di sviluppo di una camera oscura, per poi vederla alla fine stampata… beh, non si possono spiegare a parole.

Ultima domanda.. prossimi progetti?

Lavoro ormai da un anno esatto ad un progetto fotografico in analogico (sperimentale)  e in digitale, lavoro che ho terminato e che diventerà spero presto una mostra personale.


A giugno di quest’anno, mie foto saranno presenti nella grande esposizione fotografica sul Vesuvio che si terrà al Museo MAV di Ercolano, progetto ideato e portato avanti dal Fotografo napoletano Fabio Donato.



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