Alessandro Pone

2Parole sulla fotografia. Intervista al fotografo Alessandro Pone

La fotografia è un mezzo di espressione potente. Usata adeguatamente è di grande utilità per il miglioramento e la comprensione. Usata male ha causato e causerà molti guai… Il fotografo ha la responsabilità del suo lavoro e degli effetti che ne derivano… La fotografia per me non è semplicemente un’occupazione. Portando la macchina fotografica io porto una fiaccola…

(W. Eugene Smith)

Ciao Alessandro, grazie mille innanzitutto per la tua disponibilità e per la tua pazienza. Partiamo dalla prima frase dell’aforisma: La fotografia è un mezzo di espressione potente. Cos’è per te la fotografia?

Grazie a voi per avermi contattato, è sempre bello ed è un onore poter parlare di fotografia. La fotografia si, è un mezzo di espressione potente, alla portata di tutti aggiungerei. Personalmente, utilizzo la fotografia per raccontare. Ho la fortuna di lavorare nel mondo del giornalismo e nel settore delle cerimonie, dove essere discreto e in grado di catturare gli eventi nel modo più naturale possibile è fondamentale. 

Alessandro Pone | Fotografo

Il fotografo ha a responsabilità del suo lavoro e degli effetti che ne derivano. Quali sono secondo te le responsabilità di un fotografo oggigiorno?

La responsabilità più importante per un fotografo documentarista è quella di rimanere sempre imparziale. Raccontare la realtà in modo intellettualmente onesto, ma restando sempre fedeli al proprio stile. 

Facebook, Instagram, gli smartphone dotati di tecnologie avanzate hanno cambiato totalmente la fotografia e il modo di approcciarsi ad essa. Come vivi tu questo nuovo aspetto della fotografia?

Instagram, Facebook e i social in generale sono uno strumento indispensabile per farsi conoscere, mostrare a tutti il proprio lavoro e condividere con altri professionisti del settore idee, tendenze, spunti, esperienze. Ma attenzione, mai confondere la popolarità frutto di tanti “like” ricevuti con la professionalità conquistata sul campo. 

Uno degli aspetti più romantici della fotografia è il rapporto con la stampa, il vedere il proprio lavoro su supporto cartaceo, che sia una foto singola o un album. Qual’è il tuo rapporto con questo processo? Ma cosa importante, se non fosse per i tuoi clienti, quanto stamperesti?

La parola “stampa” mi riporta indietro nel tempo, quando mio padre lavorava nel suo laboratorio di stampa e io restavo completamente affascinato da quell’ambiente, dai negativi appesi, dall’odore dei prodotti chimici e dalla “nascita” dell’immagine sulla carta stampata. Ecco, quello per me era romanticismo!Ora, per me l’immagine stampata vuol dire soddisfazione per il lavoro pubblicato sui giornali a corredo di notizie importanti, e vuol dire impegno  nell’impaginare un album e mostrare con orgoglio ai proprio clienti le immagini dei loro più cari ricordi.

Ultima domanda.. prossimi progetti?

Progetti futuri? Continuare a impegnarmi sempre di più per far crescere il mio studio e me stesso mettendomi in gioco. 




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