fabio rubinacci

2Parole sulla fotografia. Intervista al fotografo Fabio Rubinacci

 Ciao Fabio, grazie mille innanzitutto per la tua disponibilità e per la tua pazienza. Partiamo dalla prima frase dell’aforisma: La fotografia è un mezzo di espressione potente. Cos’è per te la fotografia?

La fotografia per me è anzitutto fermare per sempre un frammento di vita per l’eternità. È preservare dall’inesorabile scorrere del tempo un attimo, un ricordo, un’emozione, un luogo. Se questo si fa in modo oggettivo e senza alcuna interpretazione, si realizza un’istantanea…se si interpreta la realtà con i mezzi a disposizione del fotografo, si ha una fotografia..ma jn entrambi i casi,si congela per sempre un frammento di tempo..

Il fotografo ha a responsabilità del suo lavoro e degli effetti che ne derivano. Quali sono secondo te le responsabilità di un fotografo oggigiorno?

Sono più di quel che la maggior parte della gente pensa e comprende di solito; anzitutto è immortalare e riportare alla mente qualcosa che fra mesi, anni, avremo ormai dimenticato… com’era quel posto, chi c’era con noi, come eravamo e cosa provavamo in quel momento.

Farlo poi ovviamente al meglio cercando di cogliere l’essenza di quell’attimo e quelle emozioni, perché sono irripetibili… una volta passate non torneranno mai più,e specie nel caso di un giorno importante come una cerimonia, non sarà mai possibile ripetere..


Inoltre ci sono tutti gli aspetti relativi al rispetto della privacy del cliente, del mantenimento sicuro dei suoi dati, delle copie di backup del servizio da custodire al sicuro in modo da garantire sempre una reperibilità del lavoro…spesso purtroppo si sente di clienti disperati perché si sono affidati a chi non ha curato adeguatamente questo aspetto, e hanno perso le foto di un giorno unico per loro…ed è una cosa che non deve accadere nell’ottica della cura e del rispetto della fiducia che il cliente ripone in noi quando ci assume.


Ultimo ma non ultimo, la disponibilità e l’impegno a soddisfare le richieste ed i gusti del cliente in modo che sia davvero contento di aver ingaggiato un professionista piuttosto che affidarsi al famoso “cugino appassionato e con la macchina professionale”…


Inoltre ha la responsabilità di gestire i tempi e gli imprevisti di un giorno importante e irripetibile in modo da far sentire sempre a proprio agio e senza pressione il cliente, relazionandosi adeguatamente con lui.


Questo,oltre ad altri aspetti come la visione fotografica, la tecnica e la capacità comunicativa, è quello che secondo me deve contraddistinguere un professionista da un amatore..

fabio rubinacci
Fabio Rubinacci

Facebook, Instagram, gli smartphone dotati di tecnologie avanzate hanno cambiato totalmente la fotografia e il modo di approciarsi ad essa. Come vivi tu questo nuovo aspetto della fotografia?

Diciamo che già per carattere sono un tradizionalista…mi piacciono le novità quando hanno un’anima e qualche utilità che non porti all’esasperazione di massa o a far perdere l’essenza delle cose solo in nome della modernità. 
Credo che i social siano simpatici e spesso utili, ma credo che siano ormai totalmente fuori da ogni controllo; tutti si sentono in dovere di essere onniscienti su qualsiasi tema e si tende a prendere troppo sul serio i social pensando di sostituirli alla vita ed ai rapporti reali.


Ed ecco che si litiga via post, si rende la propria vita privata una telenovela, e si fanno cose solo per poterle raccontare e mostrare a gente a cui nemmeno abbiamo mai stretto la mano o che magari non vediamo o telefoniamo da anni.


Ci si pubblicizza come se si fosse un prodotto sullo scaffale pur non avendo un’attività professionale…e tutto per il consenso sociale espresso con un distratto pollice in su o un cuoricino sul nostro inseparabile e inestimabile smartphone, senza cui non si può più vivere…anche perché ormai fanno da lettore mp3,navigatore, enciclopedia, termometro, televisione, e ovviamente fotocamera con 3 ottiche pregiatissime di qualità pari alle migliori reflex.


In sintesi, credo abbiano ulteriormente inquinato il mondo della fotografia, spacciando per interessanti banali e dozzinali istantanee e convinto la massa che chiunque, con un cellulare e 4 colpi di “filtri” mischiati come solo i fashion blogger sanno fare, sia fotografo.

Ovviamente tutto in nome dello “Smart a tutti i costi”… con buona pace di libri,regole,workshop e attrezzature…

Uno degli aspetti più romantici della fotografia è il rapporto con la stampa, il vedere il proprio lavoro su supporto cartaceo, che sia una foto singola o un album. Qual’è il tuo rapporto con questo processo? Ma cosa importante, se non fosse per i tuoi clienti, quanto stamperesti?

Ogni volta che consegno un album,chiedo al cliente se prova le stesse cose di quando gli ho mostrato l’impaginato prima della stampa..e la risposta quasi sempre è…no!


E ogni volta ne sono contento…prima perché, come già detto,sono uno a cui piacciono le cose con un’anima, cosa che un file su un monitor non ti dà…poi perché sono fermamente convinto che il piacere di toccare la carta pregiata di un supporto fisico professionale, specie se diversa nella finitura ogni tanto a seconda del mood della fotografia,restituisca il colore,la brillantezza e la saturazione che merita quella foto e il piacere tattile di “sentire” sotto le dita quella foto.


Infatti, i miei album sono spesso su tipi di carta misto,come ben sanno i pazienti  professionisti che mi seguono e sopportano nella fase di stampa…credo sia un valore aggiunto.


Per cui, ritengo lo stampare le foto un atto d’amore indispensabile ancora oggi se si vuole dare valore ad una foto..cosa che oggi, purtroppo, spesso non si fa più perché ne abbiamo milioni comprese e attivate in hard disk di cui nemmeno ci ricordiamo di aver fatto e a cui spesso non diamo importanza, perché facendone in quantità industriale, non gli si dà più valore, si scattano e basta…si fanno un paio di clic e sono tutte li aperte.


Diverso è scorgere su uno scaffale un album e sentire la curiosità o la voglia di prenderlo, magari accarezzare la copertina, ed aprirlo.


Infine, se non fosse per i miei clienti  stamperei comunque per i motivi di cui sopra…spazio permettendo,ovviamente!

Ultima domanda.. prossimi progetti?

Studiare, imparare, migliorare, essere insoddisfatto dei progressi e riprendere a studiare. Solo così si può stare sul mercato in modo da soddisfare il più possibile chi ci dà fiducia, e al contempo soddisfare la nostra passione…

Lascia un commento